martedì 22 aprile 2014

Putin: “L’Europa da Lisbona a Vladivostok”

Durante l’incontro annuale del 17 Aprile il presidente Putin ha rispolverato il concetto geopolitico dell’ ‘Europa da Lisbona a Vladivostok’ rispondendo in diretta alle domande del pubblico.



Putin durante la conferenza del 17 Aprile


Proponiamo qui di seguito la traduzione di alcuni passaggi delle risposte fornite da Putin in cui il presidente ripresenta al grande pubblico l’idea geopolitica e geoeconomica dell’ ‘Europa da Lisbona a Vladivostok’.
Domanda di Sergei Lukyanenko: Io dico che l’Ucraina si è sviluppata come uno Stato ostile alla Russia negli ultimi 23 anni. C’era anche un detto in questo senso: “L’Ucraina non è la Russia”. La cosa più orribile è che questi semi hanno dato i loro frutti. Vediamo cosa sta accadendo: il paese è sprofondato nel nazionalismo, se non nel fascismo, nell’isteria. Le autorità stanno inviando unità dell’esercito e squadre punitive nel sud-est dell’Ucraina. E la cosa più incredibile, per come la vedo io, è che la posizione della Russia è stata ignorata dall’Occidente e messa a tacere in Ucraina.
Come, a suo parere, possiamo far comprendere il nostro punto di vista? E questo è possibile? Possiamo convincere l’Occidente ad ascoltarci e a capirci? A volte ho l’impressione che non siamo in grado di raggiungerli.
Risposta di Vladimir Putin: Sai, Sergei (posso chiamarti Sergei?), io non sono d’accordo con te. Ti conosco come uno dei migliori scrittori moderni – uno scrittore molto letto e ampiamente pubblicato. Ma non sono d’accordo che l’Ucraina sia una terra maledetta; per favore non utilizziamo questa espressione per quanto riguarda l’Ucraina. L’Ucraina è una terra che ha sofferto tanto; è una comunità molto complessa e per lungo tempo sofferente nel vero senso della parola. Il nazionalismo e anche il neo-nazismo stanno vivendo una rinascita in Ucraina occidentale. Ma tu sai bene la storia di questo territorio e della sua gente. Alcuni di questi territori facevano parte della Cecoslovacchia, alcuni dell’Ungheria, alcuni dell’Austro-Ungheria e alcuni della Polonia, dove non sono mai stati cittadini a pieno titolo. Sai, è qualcosa che si è sempre sviluppato nel profondo del loro cuore.
Alcune persone sembrano credere che sia questa circostanza – dato che questi territori erano ex possedimenti di diversi paesi attualmente appartenenti alla UE – che li permea di questa speciale essenza europea. Che siano stati cittadini di seconda categoria in quegli stati sembra essere stato dimenticato, ma questo si annida ancora nella loro memoria storica, sotto la crosta, nel profondo del loro cuore. Vedi? E’ da qui che proviene il loro nazionalismo, credo.
La parte centrale, orientale e sud-est dell’Ucraina sono un’altra questione. Ho appena parlato di quest’area, la Nuova Russia, che ha intrecciato le sue radici con quelle dello Stato russo. Gli abitanti locali hanno una mentalità un po’ diversa. Si sono trovati parte dell’attuale Ucraina, che è stata messa insieme nel periodo sovietico. Certo, è difficile per loro stabilire relazioni adeguate e capirsi. Ma dobbiamo aiutarli a farlo per quanto ci è possibile.
Qual è, date le circostanze, il nostro ruolo, il ruolo di un buon vicino e del parente più prossimo? Riusciranno i nostri partner d’oltremare e in Europa a sentirci? Spero ci riusciranno. Ma allo stesso tempo – ne ho parlato in abbondanza – ci sono alcune apprensioni per quanto riguarda la Russia stessa, il suo territorio enorme, la sua crescita potenziale e il suo potere. Questo è il motivo per cui preferiscono ridimensionarci e farci a pezzi. Riusciranno i nostri partner ad ascoltarci in questo caso? Ho appena detto da cosa sono stati per lo più guidati, ma credo dovrebbero sentirci, perché nel mondo moderno che sta nascendo, tenendo conto delle sue tendenze di sviluppo sia a breve termine che nel lungo periodo storico,
tutta l’Europa, come ho detto, da Lisbona a Vladivostok, dovrebbe unirsi per essere competitiva e vitale nel mondo in rapida evoluzione. Questo è un fatto estremamente importante. Mi auguro che i nostri partner potranno ascoltarci e comprenderci.


Domanda di Alexander Rahr: Saluti da Berlino. Ieri i membri del Club Valdai hanno avuto un incontro che è durato diverse ore e molti membri del Club, compresi i nostri colleghi tedeschi, hanno espresso la loro preoccupazione per il tipo di Europa in cui vivremo – in aggiunta al compito comune di stabilizzazione dell’Ucraina, che sta cadendo a pezzi mentre stiamo parlando. Dopotutto, è un paese di 45 milioni di persone ed è una nostra preoccupazione comune. Quale futuro immaginate per l’Europa in cinque o, diciamo, dieci anni? Riusciremo a vivere in un’Europa comune dall’Atlantico al Pacifico? O vivremo in due Europe diverse? Ricordo cosa ha detto al Club Valdai lo scorso settembre, che la Russia è un’Europa diversa, i cui valori differiscono da quelli post-moderni dell’Occidente. Possiamo conciliare questi due punti di vista? Che cosa può fare la Germania per aiutare a costruire un’Europa comune?
Risposta di Vladimir Putin: In primo luogo, buon pomeriggio Alexander. In secondo luogo, vorrei dire che non vi è alcuna contraddizione in quello che ho detto al Club Valdai. I valori della Russia non differiscono sensibilmente dai valori europei. Noi apparteniamo alla stessa civiltà. Siamo diversi, e abbiamo alcune caratteristiche che sono specificatamente nostre, ma abbiamo gli stessi valori alla radice. Credo che dobbiamo certamente sforzarci per
creare un’Europa più grande da Lisbona a Vladivostok, come ho già detto più di una volta, compreso oggi. Se noi raggiungiamo quest’obiettivo, saremo in grado di ottenere il nostro giusto posto nel mondo di domani. Ma se si sceglie un percorso diverso, se dividiamo l’Europa, i valori e i popoli europei, se promuoviamo il separatismo nel senso ampio del termine, questo ci renderà tutti giocatori insignificanti e mediocri, che non hanno alcuna influenza sul proprio sviluppo, figuriamoci sullo sviluppo mondiale.


Traduzione a cura di Michele Franceschelli


Fonti:


http://valdaiclub.com/russia_and_the_world/68281.html 

http://www.washingtonpost.com/world/transcript-vladimir-putins-april-17-qanda/2014/04/17/ff77b4a2-c635-11e3-8b9a-8e0977a24aeb_story.html

Articolo originariamente pubblicato sul giornale on-line 'Stato e Potenza'

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