In tre estratti dell’intervista che Vladimir Putin ha concesso alle emittenti francesi TF1 e Europe1 – e che andrà in onda in versione integrale questa sera alle ore 19 – il presidente russo ha richiamato la memoria sovranista del presidente de Gaulle, lo spirito pan-europeo di Mitterrand ed ha attaccato la politica estera statunitense.
In particolare, rispondendo alle domande di Jean-Pierre Elkabbach e Gilles Bouleau, Putin ha detto che sulla sovranità “ogni paese che fa parte di un’alleanza militare o di altre alleanze, cede una parte della propria sovranità; per la Russia questo è inaccettabile. Per gli altri paesi, sono affari loro. A questo riguardo, mi ricordo molto bene della tradizione gaullista. Il generale de Gaulle ha sempre cercato di proteggere la sovranità francese. E de Gaulle è degno di rispetto”.
Richiamando poi l’attenzione del pubblico sulla necessità di un’Europa che vada da Lisbona a Vladivostock – e come ebbe già modo di fare anche in recenti pubbliche audizioni – , Putin ha continuato dicendo che “c’è anche l’esempio di Mitterrand, che parlò della Confederazione Europea con la partecipazione della Russia. E io spero che niente sia perduto, per quanto riguarda l’avvenire dell’Europa”.
Infine, in un altro estratto, attacca le politiche statunitensi. Mentre la Russia, anche sulla questione ucraina, è sempre pronta al dialogo per cercare di risolvere il conflitto, “non è un segreto che la politica più aggressiva, più dura, sia la politica americana. Noi non abbiamo quasi nessuna forza militare all’estero. E guardate: per tutto il mondo, ci sono delle basi militari americane. Ci sono delle truppe militari americane a migliaia di kilometri dalle loro frontiere; e prendono parte agli affari interni di questo o quel paese”.
Di nuovo quindi, parlando direttamente ai popoli europei, bypassando le loro marce rappresentanze politiche asservite a Washington, il presidente Putin incoraggia l’Europa a riprendersi la sua sovranità e a guardare alla Russia come al partner naturale con cui edificare una nuova Europa, libera e sovrana, una “Grande-Europa” da Lisbona a Vladivostock in cui non ci sia più spazio per l’occupante statunitense. 


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Articolo originariamente pubblicato sul giornale on-line 'Stato e Potenza'




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