La cena di ieri in una foto pubblicata dal quotidiano La Stampa
 

Ieri sera il presidente del Consiglio italiano ha cenato con Tony Blair. Insieme a Renzi hanno partecipato al banchetto un gruppo di parlamentari democratici e consiglieri economici di Palazzo Chigi, tra cui Boschi, Madia, Amendola, Romano, Quartapelle, Pini, Orlando.
Matteo Renzi e la sua squadra di smaniosi “ragazzi” – che scimmiottano in tutto il padrone angloamericano non appena possono farlo, esponendosi al ridicolo – cerca così di consolidare i suoi legami con la City e con quelle lobby da cui si fanno volentieri dare consigli e ordini per l’agenda politica ed economica della nazione, con effetti disastrosi (vedi l’ultima chicca del Jobs Act…).
Il clima è stato festoso e informale e la cena, ci raccontano i media, è stata a base di pizza, prosciutto e acqua minerale. Eppure il menù adeguato sarebbe stato un altro: giovani braccia irachene arrostite dalle bombe della Royal Air Force su Baghdad come primo, fegati e teste spappolate e mutate dal fosforo su Falluja come secondo, e infine il sangue dei bambini morti a Bassora per mano della British Army…
Vi sembra macabro? Macabro e vergognoso è che il premier italiano, e la stampa nazionale, tratti da ospite d’onore e accolga a braccia aperte per farsi dettare l’agenda economica e politica, un criminale con le mani ancora lorde del sangue di centinaia di migliaia di vittime civili irachene causate da una guerra, quella del 2003, sostenuta dalle fandonie e dalle menzogne, e che ha sprofondato un paese civile, laico e progredito come quello di Saddam Hussein in un paese preda dell’orrore, dell’anarchia, della guerra civile e del fondamentalismo.
Vergogna! Vergogna per chi allora appoggiò e sostenne la menzognera e catastrofica guerra angloamericana di Bush e Blair – da Berlusconi a Bossi – vergogna per chi oggi tratta quei banditi a piede libero da signori, ospiti d’onore e padroni, pronto di nuovo a prendere ordini e a far partecipare l’Italia a criminali e autolesionistiche guerre made in USA.


Uno dei manifesti (censurati dal governo inglese) della campagna di RT a Londra