venerdì 12 dicembre 2014

Costa d’Avorio: continua il processo farsa della Corte penale internazionale

12 dicembre 2014

La pseudo “CPI”, un tribunale fantoccio sotto controllo occidentale e americano, intende ora giudicare Charles Blé Goudé
Nella foto: Charles Blé Goudé a processo davanti alla Corte dell’Aia
La volontà di assolvere il regime di Ouattara per i suoi crimini va di pari passo con quella di decapitare l’opposizione ivoriana, privandola dei suoi leader.
Uno scenario già visto e perpetrato nell’ex Jugoslavia, per opera dello pseudo Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia (ICTY), il clone dell’odierna Corte penale internazionale (CPI)…
L’ivoriano Charles Blé Goudé verrà processato per “crimini contro l’umanità”, ha annunciato giovedì la pseudo Corte penale internazionale (CPI).
Quest’ultima ha confermato le accuse contro Goudé, collaboratore dell’ex presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo. “La prima camera preliminare della Corte penale internazionale ha confermato quattro accuse per crimini contro l’umanità contro Charles Blé Goudé. Il processo è rinviato davanti a una Camera di primo grado”, ha detto la Corte in un comunicato.
I giudici della CPI hanno inoltre ordinato alla Costa d’Avorio di consegnare Simone Gbagbo, moglie dell’ex presidente Laurent Gbagbo, egualmente perseguita per crimini contro l’umanità. La prima Camera preliminare del Tribunale dell’Aia ha respinto l’eccezione d’irricevibilità che opponeva il governo ivoriano alla CPI da più di un anno. “La Camera ha concluso che le autorità nazionali della Costa d’Avorio non stavano prendendo misure tangibili, concrete e progressive per stabilire se Simone Gbagbo fosse penalmente responsabile per quelle stesse accuse sostenute nel contesto della causa dinanzi al Tribunale”, hanno spiegato.
Un mandato d’arresto della Corte penale internazionale è stato emesso nel 2012 contro Simone Gbagbo per “omicidi, stupri e altri atti inumani e persecuzioni”, durante il conflitto inter-ivoriano tra il dicembre 2010 e la caduta di Laurent Gbagbo ad aprile 2011. I crimini di massa commessi dalle milizie di Ouattara e di Soro, inquadrate dalla Francia, sono lasciati cadere senza conseguenze reali.
Dopo la brillante difesa di Charles Blé Goudé, molti africani e molti ivoriani avevano sperato. Invano! Noi no: noi conosciamo questa cosiddetta “giustizia internazionale” per averla affrontata in prima persona dal 2001 quando, a fianco del compianto Jacques Vergès, abbiamo assunto la difesa del Presidente Milosevic, che l’ICTY, clone iniquo della Corte penale internazionale, ha poi fatto morire nelle segrete dell’Aia …

 
L’intervento difensivo di Charles Blé Goudé tenuto il 2 ottobre 2014



Traduzione di Michele Franceschelli

Articolo originariamente pubblicato sul giornale on-line 'Stato e Potenza'